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Eventi e fiere

Il bricolage in italia

9 Ottobre 2012

La GDS del bricolage italiana ha aumentato la metratura, ma ha perso 16 punti vendita rispetto all’anno scorso. Il BricoDay 2012, la giornata di lavoro dedicata agli operatori della grande distribuzione specializzata nel bricolage si è conclusa anche quest’anno tra la soddisfazione di tutti: organizzatori (la rivista BricoMagazine), visitatori e aziende che in oltre 100 stand hanno animato la giornata. Naturalmente il momento più importante del BricoDay è stato, come sempre, il grande convegno che quest’anno trattava un tema di grande attualità per il settore: “Il prodotto tra marca e private label”.

I relatori erano tutti di altissimo profilo: Massimiliano Zampella, european sourcing office managing director di Home Depot, la più grande catena al mondo di distribuzione di prodotti per il bricolage; Yves Puddu, directeur development, di Mr Bricolage, insegna francese che con la sua proposta di affiliazione, vanta 643 negozi (quasi quanto l’intera GDS italiana) dei quali 62 fuori dal territorio francese; Kristos Basimas, per l’insegna italiana Self; Mauro Carchidio, direttore finanziario di Leroy Merlin Italia .

Le aziende che hanno portato il loro contributo al convegno sono state Philips, con Lucio Trocino, cluster leader Italy e Materis Paints Italia, con Marcel Masson, director development. Infine, particolarmente interessante è stata la relazione di Andrea Lenotti, consulente di direzione di Annovi Reverberi, azienda specializzata nella produzione di idropulitrici che sviluppa un importante fatturato con le private label e con i prodotti a licenza.

In apertura del convegno interessante è stata la relazione di Giulia Arrigoni, direttore della rivista BricoMagazine, che ha parlato del mercato italiano e del suo posizionamento nello scenario mondiale. Al primo posto della classifica mondiale dei consumi pro capite di prodotti per il fai da te ci sono gli Stati Uniti, che con 303 milioni di abitanti hanno superato la quota di 207 miliardi di euro in termini di valore di mercato, con una spesa pro capite pari a 671 euro all’anno. Al secondo posto troviamo la Nuova Zelanda con 525 euro pro capite e la Norvegia, primo Paese europeo con 500. Seguono la Germania con 460, il Lussemburgo con 400 e l’Austria con 388. L’Italia è solo ventesima con un consumo pro capite per il bricolage di 166 euro.

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In sostanza, gli italiani confermano di non essere un popolo di bricoleur, tuttavia, sviluppando un mercato al consumo superiore ai 10 miliardi di euro (il direttore di BricoMagazine lo stima in circa 13 miliardi di euro) pongono il bricolage in Italia come la seconda attività del tempo libero: al primo posto ci sono i consumi alimentari fuori casa con 40 miliardi e al terzo fitness e wellness con poco più di 10 miliardi.

Per quanto riguarda la grande distribuzione specializzata Giulia Arrigoni ha sottolineato come nel confronto della situazione dal giugno 2011 allo stesso mese del 2012, ha aumentato la propria metratura sia media che in termini assoluti, ma ha perso 16 punti vendita (da 732 a 716), soprattutto nella formula del franchising. Attualmente le grandi insegne del bricolage in Italia assorbono il 25,6% del mercato (dato invariato rispetto al 2011), mentre la distribuzione tradizionale (ferramenta, utensilerie, colorifici, ecc.) crescono di uno 0,1% rispetto all’anno scorso assestandosi al 64,8% di quota sul totale giro d’affari.

9 ottobre 2012


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